Artena, il borgo più vivibile al mondo

Artena, un paese ai confini dei Castelli Romani ad appena 42 chilometri da Roma situata nell’alta valle del fiume Sacco, arroccato sulle prime propaggini dei monti Lepini è il paese dove si vive meglio al mondo, almeno questo è il parere di molte televisioni internazionali che in questi ultimi mesi stanno letteralmente prendendo d’assalto il piccolo borgo medievale. Le origini di Artena si perdono nella Storia, sembrerebbero risalire a prima dell’VIII secolo a.C.
L’intero centro storico, tra i meglio conservati del Lazio, rappresenta un mirabile esempio di antico borgo pedemontano. L’abitato, che si articola in una rete di vicoli a scalini con edifici in muratura a faccia vista e finestre piccole e strette quasi fossero feritoie, è edificato su una lunga e stretta costola calcarea fra due cavità carsiche, delle quali una si apre immediatamente sotto le case con una parete a strapiombo. L’aspetto complessivo rievoca il toponimo medievale, Montefortino (antico nome di Artena), avendo il paese un aspetto più simile ad una fortezza che ad un centro abitato. Dal Borgo basso alla Rocca posta in sommità si superano circa 150 m di dislivello, caratteristica questa comune a pochi altri centri storici al mondo.
Le sue strade sono strette, percorribili solo a piedi, non perfettamente pavimentate (anzi, spesso semplicemente a ciottoli) ma sempre bellissime: come ha spiegato Stefano Serafini – direttore della International Society of Biourbanism, un gruppo con sede ad Artena che si concentra sui miglioramenti ambientali ottimali per le città sulla base dei bisogni umani – a National Review, Artena è davvero “centrata sull’uomo”. È questo che la rende speciale.
Non per niente è la sede della Biourbanism Summer School, un evento della durata di una settimana (dal 13 al 20 luglio) che attrae un gruppo eterogeneo di scrittori, architetti, artisti, politici, economisti e cittadini di tutto il mondo, trasformandosi in un forum di discussione sulla costruzione di città che mettano al primo posto l’essere umano.
La sua bellezza non è decorativa o ‘estetica’. La sua bellezza ha un significato. I luoghi contemporanei molto spesso mancano di significato e quindi di vera bellezza, perché la nostra vita moderna è spesso priva di scopo.
Insomma, chi vive ad Artena prende le distanze dalla postmodernità cittadina. Artena oggi ha l’isola pedonale più grande del mondo e la differenziata porta a porta si fa con il mulo. Uno degli ultimi baluardi a dimensione d’uomo
Artena – ricostruita nel XV secolo, borgo che si ribella contro l’egemonia dell’automobile incoraggiando chi cammina per le strade a liberarsi del bagaglio del mondo moderno – è un piccolo punto su una cartina geografica da cui però potrebbe partire un importante cambiamento: “La summer school vuole aprire gli occhi su ciò che conta davvero, che in architettura significa riconoscere ciò che è giusto e ciò che è sbagliato quando progettiamo un luogo per noi stessi, per i nostri simili umani, per le altre creature e per l’ambiente comune”, dice Serafini. E noi tutti speriamo che ci riesca davvero. Nei prossimi giorni arriveranno le tv francesi e americane per dare evidenza al centro storico a due passi da Roma

di Gianni Alfonsi
By | 2019-06-20T18:56:33+00:00 Giugno 20th, 2019|Life Style|
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