Se l’arte di adornarsi è una disciplina irrinunciabile per valorizzare la femminilità allora, connaturato a quest’aspirazione, c’è anche l’interesse a costruire, con pochi gesti, un outfit impreziosito dall’accessorio giusto. Quale? Un ottimo punto di partenza è dare uno sguardo alla nuova collezione di opere dell’artista Patrizia Dalla Valle che sarà in mostra, dal 4 luglio fino al 24 settembre presso il Circolo degli Esteri di Roma (in Lungotevere dell’Acqua Acetosa, 42 RM) con un considerevole nucleo di opere inedite, a dimensione sovente scultorea e monumentale. Ma l’espressione artistica firmata Dalla Valle, grande appassionata di mosaico e scultura, contempla anche bracciali, collane e diademi in mosaico applicato con maestria e scala cromatica a contrasto su una lega duttile e leggera, fatta di titanio. Tra tutti un accessorio che merita menzione speciale è di sicuro il bracciale-mosaico che richiama un classico senza tempo: l’iconico bracciale alto alla schiava che, tempestato di mini-tessere in vetro colorato, splenderà al vostro polso nelle notti d’estate per donarvi una luce davvero unica. Il gioiello, firmato da un’artista della caratura di Dalla Valle, rivelerà a chi vi guarda anche il vostro gusto per le opere d’arte. Nei colori sfumano o contrastano vari toni: si passa dalla fiamma rossa della passione insieme ai toni più del rosa cipria mixati con il giallo oro.

La base del bracciale –come delle altre creazioni da indossare- è una lega speciale in titanio, studiata in modo da prestarsi ad un uso duttile, risultando sufficientemente elastico da permettere di modellarne a piacimento l’ampiezza -per apporlo al polso, all’avambraccio o alla caviglia-, lascerà spazio alla creatività di ognuna, perfino per trasformarsi in una chiusura ad un foulard da indossare a vostro piacimento o ancora per fissare, con stile unico, una acconciatura griffata che stringe la classica coda di cavallo.

Se il bracciale ha catturato la nostra attenzione, ricordiamo che, ad arricchire la collezione firmata dalla mosaicista Patrizia Dalla Valle, ci sono una gamma di gioielli in lega da indossare per esaltare la bellezza di ognuna, dai diademi sfarzosi alle corone per sentirsi regine, fino alle collane con voluminosi pendagli che riverberano la luce calda del bronzo insieme alle tonalità dei verdi smeraldo e sottobosco.

L’artefice di questi meravigliosi mosaici da indossare è l’artista emiliana Patrizia Dalla Valle che, da sempre affascinata dall’arte bizantina e ravennate, alla quale ha dedicato un importante progetto artistico ci concede un’intervista estemporanea al termine di una splendida sfilata di moda firmata dalla stilista Eleonora Altamore.

Patrizia, da quale tipo di progetto è scaturita la mostra?

«La mostra arriva a completamento di una lunga ricerca, anche storica ed iconografica, sul tema del mosaico. È stato un appassionante iter, punteggiato da momenti di grande emozione nell’individuare aree da me non ancora indagate in modo approfondito. Ripensando all’inizio del progetto, già non avevo dubbi, perché il mosaico per me è di profonda ispirazione e ci riserva sempre molte sorprese e rivelazioni che diventano altrettante opere inedite».

Per lei, Patrizia, si tratta di un ritorno nella Capitale, vero?

«Si, avevo esposto nel 2016 nella Casina delle Civette di Villa Torlonia. Torno con piacere a Roma anche dopo l’esperienza, devo dire davvero di grande impatto, che ho avuto nel 2018, in occasione della 57sima Esposizione Internazionale d’Arte – la Biennale di Venezia e al Museo Archeologico Nazionale nel capoluogo lagunare. La mostra romana ha un titolo evocativo: “Ricordare il Tempo” per sottolineare che le opere esposte consolidano nel presente la valenza di un linguaggio scelto per dialogare con le atmosfere di un paesaggio della memoria, nonché con le suggestioni di reperti del ricordo».

Qual è stata la fonte creativa che ha maggiormente influenzato le tue creazioni in questa mostra?

«Direi che questa ricerca sul mosaico mi ha portato ad immergermi in una dimensione creativa legata, in particolare, al luogo della mia attuale residenza: la campagna nella provincia di Ravenna. Mi sono formata frequentando gli studi di insigni Maestri ravennati, per poi sviluppare una mia autonoma ricerca tecnica e progettuale. Amo sperimentare con materiali diversi e attraverso lessici iconografici, una passione derivante anche dai miei studi universitari, che ho completato con laurea in discipline scientifiche all’Università degli Studi di Bologna. In particolare mi piace dedicarmi a studiare un progetto seguendo precisi parametri di tempo e memoria, indagando le più significative sedimentazioni storiche ed esistenziali.

La tecnica musiva della grande tradizione bizantina contraddistingue una sezione significativa della mia produzione, successivamente però ho fatto mia una ricerca di linguaggi più vicini alla nostra contemporaneità, sperimentando cromie e luci condotta anche con materiali diversificati per genere e messaggio».

Il linguaggio adottato dalla Dalla Valla predilige l’astrazione che evoca dimensioni metafisiche, stimolando l’effetto di ponte discorsivo tra passato e presente in proiezione futura. È il caso della scultura dedicata al movimento ondoso del mare: un’opera che riflette la cromia multiforme dell’incessante andamento dell’acqua. Per ammirare l’opera che prende vita, grazie al gioco cromatico, basta spostarsi di poco ed il gioco di luci riflesse sulle gamme di blu, verdi e turchesi farà la magia di restituirvi le sensazioni marittime più suggestive.

Interessante anche il sottotesto nascosto nei maxi coni di terracotta intitolati “Incipit” che terminano ciascuno uno sferico tassello colorato: dietro c’è un omaggio ossequioso e colmo di gratitudine da parte dell’autrice che, come ci rivela, si è ispirata alla grandezza di quella minuscola tesserina che anticamente, ai tempi degli assiro-babilonesi, in Mesopotamia, nel III sec. a.C., svelò al mondo il potente ed immortale fascino del mosaico. Da allora le tecniche si sono evolute e diversificate, ma la riconoscenza per i grandi maestri che coniarono questa meravigliosa forma d’arte è immutata e vive nelle citate sculture realizzate dalla Dalla Valle.

Divertente e profondo anche il modo con cui -sportivamente si direbbe- la scultrice- insignita di importanti riconoscimenti e reduce dai successi internazionali di diversi suoi vernissage- commenta con un luminoso sorriso, quando le domandiamo cosa accade quando le persone vedono le sue opere, come questi maxi coni che, complice la stagione estiva che li associa ai gelati, induce qualcuno ad ironizzare sulla loro presenza in collezione.

«Non importa se li scambiano per gelati di terracotta, l’essenziale per me è che le mie opere suscitino una reazione, un’emozione, un commento; conta che rimangano impresse, che stimolino magari anche una conversazione, per me, surreale.  Quando le mie creazioni dovessero lasciare indifferenti allora si che avrei fatto qualcosa di inefficace! Nell’arte ognuno vede e proietta ciò che preferisce».

Alessandra Battaglia

By | 2019-09-24T16:16:01+00:00 Luglio 3rd, 2019|Eventi|
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